La professione più vecchia del mondo
Oggi la professione in Italia è illegale. Organizzazioni criminali, spesso famiglie mafiose dell’Europa dell’est o del sud d’Italia, controllano il mercato e obbligano le schiave sessuali a lavorare in strada.

Nell’antica Roma la situazione era molto diversa. In alcune zone delle città erano specializzate in bordelli aperti ai clienti per offrire i loro servizi 24h su 24, 7 giorni alla settimana. La maggior parte di questi bordelli godeva inoltre di appoggio pubblico.
I bordelli per i ricchi si trovavano vicino al palazzo dell’Imperatore e del Circo Massimo. I pettegolezzi (antichi) ci dicono che Messalina, la moglie dell’Imperatore Claudio, era solita frequentare i bordelli più famosi, utilizzando come soprannome il nome Lycisca.
La maggior parte di questi bordelli, all’epoca chiamati Lupanaria (dal latino lupa che, oltre a designare la femmina del lupo, si utilizzava col significato di prostituta) si trovavano a Suburra, un quartiere di bassifondi, dove vivevano i romani più poveri e sfortunati. La zona odierna corrispondente è quella che circonda Piazza Navona, vicino all’antico stadio di Domitio.
Sfortunatamente non sono rimaste tracce archeologiche di questi luoghi, in parte per colpa dei nuovi edifici che la coprirono, in parte perché in questa zona le costruzioni erano di legno e non si sono conservate nel tempo. Secondo la leggenda, in una parte dello Stadio di Domitio, dove possiamo ancora trovare la cripta della Chiesa di Santa Agnese, si trovavano le stanze di una delle lupanarie più famose, dove le prostitute più conosciute dell’Impero Romano offrivano i loro servizi. Nello stesso luogo Santa Agnese soffrì le peggiori torture e il suo martirio.
Dopo vari secoli, il marchese De Sade in viaggio a Roma descrisse questo luogo come uno dei più interessanti del suo viaggio. Per lui era un luogo magico, dove poter respirare la sensualità insieme al peccato.
Per farvi un’idea di com’erano le Lupanarie, potete visitare Pompei, dove si sono conservate molto meglio che a Roma. Le stanze erano molto piccole con letti in pietra e le pareti erano decorate con dipinti raffiguranti le varie posizioni sessuali e, ovviamente i servizi speciali offerti da chi lavorava in quella stanza. A volte i clienti lasciavano dei commenti scrivendo sul muro della stanza, come per esempio “Hic ego puellas multas futui” (qui ho fatto l’amore con molte ragazze) o “Myrtis, bene felas” (Myrtis, me lo succhi bene).
L’ambiente sensuale della cripta di Santa Agnese e d’altri luoghi magici di Roma aspettano di essere scoperti. Non dimenticarti di affittare appartamenti a Roma per un soggiorno corto o lungo.







