Kutlug Ataman al MAXXI di Roma
Kutlug Ataman è un cineasta e artista turco, le cui opere trascendono il limite tra realtà e della finzione. Nei suoi video esplora la fragilità dell’identità personale, interessandosi specialmente per le persone al margine delle categorie sociali convenzionali. Quello che richiama l’attenzione di Ataman sono gli “outsiders”, le persone emarginate, quelli che ormai non hanno niente da perdere e hanno invece molto da guadagnare. L’artista esprime così la sua assoluta certezza che l’identità non è qualcosa di ben radicato in ogni individuo, ma una maschera che indossiamo nella nostra vita quotidiana.

É proprio affrontando questi temi che le opere di Ataman sono emanano una forza particolare. Se l’identità, intesa come qualcosa di stabile e solido, è messa in questione, come base primaria di tutto quello che costituisce la nostra realtà, la nostra stessa vita diventa una trama complessa tra memoria reale e immaginazione, tra fatti reali e fantasie. Nella sua opera Ataman dispiega, le evidenti intersezioni tra questi due mondi, diluendo la frontiera tra realtà e finzione.
Fino al 12 settembre il MAXXI di Roma ospita una delle sue più recenti ed ambiziose opere, una video-installazione dal titolo “Mesopotamian Dramaturgies”, nella quale Ataman riprende la tematica della costruzione dell’identità, senza perdere di vista la dimensione sociale della stessa. Questa volta Altaman è tornato in Turchia, il paese punto intermedio tra est ed ovest, dove si evidenzia questa contraddizione tra entrambi i mondi e la fragile identità collettiva generata da questo scontro. Un’altra volta ancora i suoi protagonisti sono le figure marginali che si trovano al margine delle identità culturali e sociali.
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