Roma

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Caravaggio a Roma

December 14, 2011 By: romeblogger Category: Roma

In occasione del quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi, meglio conosciuto con il nome di Caravaggio, la città di Roma (culla della creazione artistica di questo celebre personaggio) celebra la sua opera con la mostra “Roma al tempo di Caravaggio” e, contemporaneamente, propone una mostra di un artista contemporaneo che dagli inizi della sua carriera professionale si ispira all’opera del grande pittore del secolo XVI: Moreno Bondi.

roma caravaggio

Nato a Carrara, città patria del marmo e della scultura, crebbe in Toscana, terra che fu un tempo la culla del Rinascimento, uno dei movimenti artistici italiani che ebbero maggior influenza al di fuori dei confini del Paese. Entrambe le città influenzarono enormemente il suo gusto artistico, orientando la sua indagine concettuale e formale principalmente sullo studio delle opere del passato, che sviluppò con una straordinaria minuzia. Moreno Bondi, di fatto, si dedicò per anni allo studio dei manuali del Cinquecento e del Seicento, effettuando un gran lavoro di sperimentazione relazionato con in materiali (oli, resine, pigmenti) che i grandi maestri del passato combinavano come fossero alchimisti, trovando formule che in seguito custodivano come preziosi segreti. Scoprire queste formule, o almeno una parte di queste, è stato lo scopo principale dell’investigazione artistica di questo instancabile pittore contemporaneo.

Oggi l’artista vive e lavora a Roma, città nella quale si trova il suo atelier e dove insegna all’Accademia delle Belle Arti. I risultati da lui raggiunti, dopo un attento studio della pittura di Caravaggio, si sono perfezionati nel corso di decenni di investigazione accademica e sperimentazione pratica. Questo studio si nota nella rappresentazione dei corpi che appaiono nelle opere di Moreno Bondi e nel suggestivo contrasto tra luce e ombra che è la ragione per la quale qualcuno ha azzardato la definizione di Caravaggio contemporaneo.

La mostra “La luce e l’ombra di Caravaggio nel contemporaneo” avrà inizio il 14 dicembre nell’antico refettorio quattrocentesco di Palazzo Venezia, a partire dalle 17:30, per concludersi il 15 gennaio 2012. L’ingresso è gratuito e si può visitare la mostra dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00. Nel suggestivo spazio espositivo si presenteranno 15 imponenti tele di lino accompagnate da 16 oli in formato piccolo, nei quali vengono rappresentate preziose scultura in marmo di Carrara, realizzate da Bondi in persona. Si tratta di una mostra che propone un’interessante rielaborazione di certe tecniche utilizzate anticamente e che unisce il virtuosismo con un forte senso estetico e una sensibilità quasi spirituale. Per ulteriori informazioni visita la pagina web ufficiale: www.morenobondi.it.

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Quindi, se hai preso in affitto appartamenti a Roma per trascorrere alcuni giorni di vacanza nella meravigliosa capitale italiana non perderti questa mostra. Ti raccomandiamo di approfittare del tuo soggiorno per conoscere l’opera del “nuovo Caravaggio italiano”, anche per constatare di persona se si è d’accordo con questa definizione.

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Lo Schiaccianoci a Roma

December 13, 2011 By: romeblogger Category: Roma

Il bellissimo Teatro dell’Opera di Roma (http://www.operaroma.it/stagione/stagione_2011_2012/balletti), nel periodo compreso tra il 20 e il 30 dicembre, proporrà uno dei grandi classici del periodo natalizio, il balletto Lo Schiaccianoci del compositore russo Piotr Ilih Tchaikovski (1840-1893), senza il quale sarebbe difficile immaginare le festività che celebrano il Solstizio d’Inverno in Occidente, allo stesso modo in cui risulta difficile immaginarle senza le luci tradizionali che per alcune settimane trasformano miracolosamente l’aspetto delle città o dei regali coprendoli di magia, desideri positivi e buona volontà verso il futuro, scambiati in buona parte del mondo.

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Sul palcoscenico del celebre teatro romano –scenario dell’evento estremamente emozionante accaduto qualche mese fa durante la rappresentazione del Nabucco di Verdi, celebrata in commemorazione dei centocinquant’anni dall’unità d’Italia, che ha visto il prestigioso direttore d’orchestra Riccardo Muti compiere il gesto, per lui assolutamente inusuale, di dirigersi in maniera eccezionale al pubblico chiedendo di unirsi al bis del coro degli schiavi del pezzo Va pensiero, dopo aver tracciato un parallelismo tra la  condizione di questi, che Verdi già nella sua epoca usò come allegoria dell’oppressione del popolo italiano, e la situazione della cultura del paese transalpino sotto il governo Berlusconi, usando le seguenti parole: ¨Ho più di 60 anni ed ho vissuto la mia vita viaggiando intensamente per tutto il mondo, ora come italiano mi vergogno di ciò che sta succcedendo nel mio Paese. Quindi accetto la richiesta di dirigere di nuovo Va Pensiero. Lo faccio non solo perché si tratta di un’allegoria patriottica che sento, ma anche perché stasera, mentre dirigevo il coro che cantava ¨Oh Paese mio, bello e perduto¨ ho pensato che, se continuiamo così, se non diamo una mano alla cultura, la nostra patria sarà davvero ¨bella e perduta¨-, su quello stesso palco, dicevamo, si svolgerà, come accade in moltissimi paesi da oltre un secolo durante gli ultimi giorni dell’anno, questa affascinante ed inquietante storia di giocattoli rotti, automi, oggetti che prendono vita e mondi paralleli incantati del sempre affascinante E.T.A. Hoffmann, immortalata da una musica il cui potere ipnotico s’introduce delicatamente e profondamente nell’anima degli spettatori fino alle ultime vene, lasciandoli, grazie anche una coreografia onirica indimenticabile, sospesi in uno stato di sonnambulismo in veglia, che si addice ai giorni che annunciano la nascita del Sole e dell’anno nuovo, lo stupore, l’eccezionalità, il mistero e la magia, a cui corrisponde uno speciale stato di grazia.

L’incertezza rispetto alla consistenza del terreno che teoricamente separa la veglia dal sonno, qui tessuta con movimenti, parole ed immagini in forma di manto musicale incantato, dotato del potere di cambiare, attraverso l’immaginazione, la percezione convenzionale delle cose e di dare accesso alla vita vera di cui parlano i poeti e gli gnostici, è caratteristica di ogni sentimento veramente spirituale o anche, se si sperimenta in comunione con gli altri, religioso.

 

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Forse è per questa ragione che questo bizzarro e coinvolgente racconto natalizio, con tutti i suoi riferimenti all’esotismo caratteristici della fine del XIX secolo, continua a colpirci così profondamente ed intimamente. Se afffitti appartamenti a Roma durante le celebrazioni del Solstizio, non te lo perdere.

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Gogol Bordello a Roma

December 09, 2011 By: romeblogger Category: Roma

Sarebbe difficile trovare un gruppo musicale che incarni meglio dei Gogol Bordello le nozioni di desterritorializzazione e nomadismo. Questo gruppo ci offrirà uno dei suoi magnifici spettacoli acustici nella sala Oriol di Roma il prossimo 10 dicembre http://www.gogolbordello.com/tour/future/

gogol <b>bordello</b> rome

Guidati dall’attore, modello, pensatore, scrittore, compositore di canzoni e, soprattutto, indimenticabile performer ucraino di provenienza gitana Eugene Hütz, i Gogol Bordello, nati nel 1999 nel Lower East Side newyorkese, sono diventati uno dei gruppi cult per eccellenza degli ultimi anni, celebri per i loro spettacoli galvanizzatori, autentici terremoti geologici che danno la sensazione di far tremare tutta la terra circostante, convincendo i pochi avventori che si accalcavano ogni sera nei pochi locali dove suonavano di rientrare tra gli essere più privilegiati del pianeta.

Gran parte del loro merito, oltre ai testi intelligenti, caustici e provocatori, è dovuto alla capacità di creare una scena assolutamente nuova in grado di fondere in qualche modo le avanguardie artistiche e musicali newyorkesi con le comunità di immigranti che da sempre caratterizzano la città, unendo il tutto in un sound unico e straordinariamente energetico, che attinge sia dal punk sia dalla musica gitana.

Attualmente i membri di Gogol Bordello – per usare l’espressioni dello stesso Hütz “Nazioni Unite su ruote” – si spostano da luogo in luogo, attraversando Israele, Russia, Ucraina, Ecuador, Etiopia, Scozia o Los Angeles, confermando questa pluralità di nazionalità come una delle chiavi di interpretazione del sound e del titolo del suo ultimo album, il superbo e sempre più acustico Trans-Continental Hustle.

Alle origini della band tuttavia si trovano due eventi di grande impatto, avvenuti nel 1986, vere e proprie collisioni acustiche elettriche di proporzioni. Il primo è l’arrivo a Kiev di Sonic Youth, il cui concerto convinse definitivamente Eugene Hütz della sua vocazione di musicista punk, il secondo è da individuarsi nella tragedia causata dal disastro di Chernobyl, responsabile dell’inizio di una diaspora personale per il leader dei futuri Gogol Bordello, la quale lo porterà, nel giro di 11 anni, a raggiungere la città di New York, dopo essere passato dalla carovana del clan gitano della nonna (dove lo zio gli insegnò l’arte circense dell’ammaestrare orsi e dove assimilò lo stile di vita nomade che mai cesserà di seguire) a diversi campi di rifugiati alla ricerca di asilo in Polonia, Austria e Italia, per poi finire in Vermont, dove formerà la sua prima band, The Fags, molto influenzata dal suono dei Sonic Youth, The Clash, Birthday Party, Nick Cave e The Bad Seeds, Henry Rollins, Mano Negra e  Iggy Pop.

Trans-Continental Hustle, le cui canzoni formeranno la maggior parte del concerto romano, fu scritto in Brasile, dove paradossalmente Hütz sembra aver incontrato, attraverso una compagna del Paese sudamericano, un luogo dove forse un giorno poter invecchiare con la persona amata.

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Sia il personaggio sia il sound, anche nella sua versione più acustica, sono sicuramente poco addomesticabili. Se prendi in affitto appartamenti a Roma non perderti lo spettacolo dei Gogol Bordello, una band ancora sulla cresta dell’onda.

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Robert Filliou e la Biennale Fluxus a Roma

December 02, 2011 By: romeblogger Category: Roma

L’Auditorium Parco della Musica di Roma presenta una mostra dedicata a Robert Filliou. L’esposizione fa parte delle iniziative della Biennale Fluxus. La mostra (gratuita) è stata curata da Achille Bonito, e sarà aperta al pubblico  dal 2 dicembre al 15 gennaio del 2012.

robert filiou

L’opera di Filliou è legata intimamente al concetto di parola. Avvicinatosi all’arte come poeta, il suo lavoro artistico ha poi abbracciato un mondo molto più vasto della sola poesia. Considerato un innovatore e un rompitore di schemi, le sue opere sono caratterizzate dall’interesse estetico di fare dell’arte uno stato di creazione permanente, dove i suoi limiti sono imposti dalla sola immaginazione.

Con questo in mente, è stata invitata dagli organizzatori dell’esposizione l’artista italiana residente a Londra, Sandrine Nicoletta, che realizzerà uno dei suoi lavori artistici sotto forma di performance, a cui la partecipazione del pubblico come attori risulterà fondamentale, mostrando un’interessante proposta di redifinizione dello spazio, per trasformarlo in un ambiente di benessere sociale, fisico e mentale.

Robert Filliou è nato a Sauve, Francia, nel 1926. A metà anni 40 si trasferisce negli Stati Uniti, e si iscrive ad Economia all’Università della California. Dopo la laurea lavora nel programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo della Corea. Nei primi anni 60 la sua vita subisce una svolta, che determina un cambio deciso sulla sua carriera e il suo modo di pensare, e che corrisponde al suo integrarsi con un gruppo di poeti ed artisti che mettono in discussione il sistema di dominazione imposto, e cercano un punto di vista più libero nell’arte, lontano dall’alienazione portata dalla società del consumo.

Tra le sue nuove amicizie si trova il poeta svizzero nato in Romania, Daniel Spoerri, il cui nome reale è Daniel Isaac Feinstein, conosciuto come una delle figure portanti dell’arte del dopoguerra. Insieme a Spoerri, Filliou realizza Pièges à mots (1964), un insieme di montaggi video su alcune espressioni correnti nel parlato.

Nel 1962, oltre ad integrarsi alla corrente artistica Fluxus, si presenta al Festival Misfits di Londra, dove presenta insieme al gruppo un dispositivo con ruote di bicicletta posizionate a mò di roulette, con parole al posto dei numeri, così da poter creare poesie effimere quanto casuali, cosa che attirò grandemente l’attenzione del divertito pubblico presente.

Il Fluxus (che in latino significa “flusso”) sorge negli anni 60 del XX secolo, e comprende tutte le espressioni dell’arte, oltre ad avere come dottrina principale il rifiuto a considerare l’arte come mercanzia. Il suo fondatore è il lituano George Maciunas, che ha definito il movimento come antiartistico e incorporante ogni tipo di materia, rompendo con qualsiasi tipo di classificazione esistente nell’arte fino ad allora.

Tra il 1965 e il 1968, Filliou installa uno spazio aperto alla creazione, insieme a George Brecht, nella città francese di Villefranche-sur-Mer. Questo consiste in un laboratorio dove poter assistere artisti e creativi vari, per condividere la propria visione creativa.

Durante gli anni 70, Filliou lavora su diversi supporti, materiali e formati, per creare le sue opere, e tra queste troviamo anche filmati video, come quelli girati in Canada. Un lavoro con la sua stessa immagine, che riproduce i codici dell’ironia tipica del Fluxus.

Per maggiori informazioni: http://www.auditorium.com/eventi/5095431

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Questa esposizione è una buona scusa per passare qualche giorno meraviglioso negli appartamenti a Roma Non mancate di andare a fare le compere di fine anno, e gustare i migliori piatti italiani che si trovano in tutte le sue incantevoli trattorie e magnifici ristoranti.

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Arte Povera nel MAXXI di Roma

December 01, 2011 By: romeblogger Category: Roma

Sarà possibile visitare fino all’8 gennaio 2012 al MAXXI di Roma Omaggio all’Arte Povera, una mostra che si basa sulle opere degli artisti Jannis Kounellis e Gilberto Zorio, all’interno di Arte Povera, una serie di eventi curati da Germano Celant.

arte <b>povera</b> <b>maxxi</b> roma

L’esposizione, organizzata in occasione dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità di Italia, vuole mettere in mostra le opere di questa corrente artistica nata in Italia a metà degli anni ’60 del XX secolo, tra i cui artisti spicca Giuseppe Penone.

L’arte povera nasce come un movimento artistico che cerca un’uscita all’arte commerciale e che si pone in netta contrapposizione con il minimalismo e l’arte pop; per esprimersi utilizza quindi materiali semplici, come il legno, le foglie, la terra, gli scarti industriali… Cerca la partecipazione del pubblico, che si deve immergere nell’arte per comprenderla, e quindi fa largo uso di installazioni e azioni performative.

Giuseppe Penone nasce a Garesio nel 1947. Studia a Torino e in seguito diventa professore nell’Accademia delle Belle Arti a Parigi. Il suo lavoro è legato alla natura, in specifico agli alberi, e al suo attaccamento alla terra. In essi identifica un sistema di vita simile a quella umana perché nascono, procreano e muoiono come l’essere umano. Si domanda se la terra può assimilare ed esprimere l’essere umano. E lungo il suo percorso artistico continua a interrogarsi sulla terra, intesa come una sostanza universale. Sin dalle sue prime opere degli anni ’60, si nota il protagonismo assoluto della natura. La sua opera più famosa è Alberi.

Jannis Kounellis nasce nel Pireo, in Grecia, nel 1936. Studia all’Accademia delle Belle Arti a Roma. Sin dai primi tempi si rivela essere l’enfant terrible dell’arte manifestando una forte urgenza comunicativa e imponendo limiti all’accademia e alla critica. Nel 1963 comincia a utilizzare nelle sue opere materiali poco convenzionali come animali vivi, fuoco, terra, tele, ecc. Si burla dei limiti utilizzando come cornici quelle delle finestre, delle porte e dei letti. Nel 1967 si unisce al movimento dell’arte povera e due anni più tardi desta scandalo utilizzando cavalli vivi per sua esposizione nella Galleria l’Attico a Roma.

Gilberto Zorio nasce ad Adorno nel 1944. È conosciuto per le sue sculture fatte di materiali riciclati e nonostante non facesse parte del movimento dell’arte povera, vi si avvicina molto. Le sue opere esposte fanno parte della collezione d’arte del Comodato UniCredit, date in gentile concessione al MAXXI per questa mostra che riscopre il lavoro di questi tre grandi artisti contemporanei della scena italiana.

Per maggiori informazioni http://www.fondazionemaxxi.it/?p=11748

 

 

 

 

 

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Un ottimo modo per alleviare lo stress di fine anno è affittare uno dei nostri appartamenti a Roma e concedersi una settimana tra i monumenti e i musei di Roma, tra cui il MAXXI.

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Filippino Lippi e il suo maestro Botticelli a Roma

November 30, 2011 By: romeblogger Category: Roma

Dal 5 ottobre, alle Scuderie del Quirinale di Roma, si può assistere alla mostra Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del ’400. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 15 gennaio del 2012, ed è commissionata da Alessandro Cecchi, direttore della Galleria Palatina di Firenze.

lippi <b>botticelli</b> roma

Questa mostra ha lo scopo di presentare al pubblico circa 34 anni di incessante attività del maestro Filippino Lippi tra Prato, Firenze e Roma, pittore di successo anche durante l’oscura epoca dell’inquisitore Savonarola, spicca come pochi altri per la quantità e la qualità delle sue opere. Eclissato, purtroppo, a causa della sua prossimità temporale con il suo maestro Botticelli, secondo alcuni critici l’allievo ha brillantemente superato il maestro, e paradossalmente è caduto nel dimenticatoio.

Grazie alla collaborazione tra il Polo Museale Fiorentino, il Fondo Edifici di Culto e diverse associazioni private, come “Friends of Florence”, la mostra offre un’occasione unica per ammirare le opere maestre, riunite per l’evento, dei due grandi pittori toscani, ripercorrendo la loro storia umana e artistica, e offrendo l’irripetibile opportunità di mettere a confronto le opere dei due geni. Nella mostra è analizzata, inoltre, la relazione tra questi due maestri nel contesto della Firenze del 1500, straordinaria per il suo fervore e la sua innovazione.

Filippino Lippi naque a Prato, vicino a Firenze, nel 1457, dall’unione tra un frate e una monaca. Fu chiamato Filippino per distinguerlo da suo padre, Fra Filippo Lippi, pittore molto famoso e apprezzato del suo tempo.

Botticelli nacque a Firenze nel 1445, e cominciò la sua carriera come apprendista nel laboratorio di Fra Filippo Lippi, e fu proprio da questo pittore che ricevette le sue più grandi influenze. Di fatto, molte delle prime opere di Botticelli sono state attribuite al suo maestro. Anni più tardi Botticelli fu il maestro di Filippino, che lavorava nel suo laboratorio, e i primi lavori di quest’ultimo erano molto simili a quelli del maestro, anche se furono attribuiti ad un autore anonimo il cui pseudonimo era “Amico di Sandro”.

Il percorso dell’esposizione gira intorno alle opere dei 2 artisti e di alcuni altri pittori dell’epoca, come Raffaellino Del Garbo, Piero Di Cosimo e Filippo Lippi.

La mostra include inoltre il periodo finale di Lippi, durante la sua tappa romana, dove dipinse il ciclo della Cappella di Carafa. E’ in questo periodo che lo stile Grottesco comincia ad influenzarlo, creando uno stile misterioso, fantastico e inquietante, legato al clima che l’inquisizione di Savonarola aveva creato.

Tra le opere che possiamo trovare in questa esposizione, alcune spiccano per la loro particolarità: “La Madonna col bambino e storie di sant’Anna” (1452-53) della Galleria Palatina di Firenze, ad opera di Lippi padre, “Madonna in Adorazione del bambino”, del 1478, prestata dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, “Apparizione della Vergine a San Bernardo”, del 1486, attualmente di proprietà della Badia Fiorentina di Firenze e “La Madonna Strozzi” del 1485, prestata dal Metropolitan di New York, tutte ad opera di Lippi figlio.

Di Botticelli possiamo ammirare “Adorazione dei Magi” (1475-76), anch’esso prestato dalla Galleria degli Uffizi.

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Se visitate Roma prima del 15 gennaio, non dimenticate di assistere a questa straordinaria mostra alle Scuderie del Quirinale, e commentate quello che avete visto in uno degli appartamenti a Roma

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Il Ponte Milvio a Roma, simbolo dell’amore più romantico

November 29, 2011 By: romeblogger Category: Roma

A nord della città, sul Fiume Tevere (Tiber), c’è il Ponte Milvio, il ponte più antico di Roma. La sua storia inizia nel II secolo a.C. quando il console Caio Claudio Nerone ordinò la sua costruzione  affinchè la Via Flaminia potesse attraversare il fiume. Da allora il ponte è stato testimone di una grande battaglia, qui l’imperatore Costantino I sconfisse Massenzio nel 312 d.C., oltre ad essere stato ricostruito varie volte. La sua ultima ristrutturazione ha avuto luogo nel XIX secolo, dopo che Garibaldi decise di demolirlo per imepedire il passaggio dell’esercito francese. Oggi  conserva ancora tre archi originali.

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Senza dubbio sono stati l’amore giovanile ed il romanzo di Federico Moccia a convertirlo in un attrazione turistica e luogo di pellegrinaggio. Nel 2006 questo scrittore italiano, che godeva di grande popolarità tra gli adolescenti del paese, ha pubblicato il libro “Ho voglia di te” in cui  una giovane coppia mette un lucchetto su uno dei lampioni del ponte e getta la chiave nel fiume per rendere eterno il suo amore. L’autore stesso confessa che la notte prima della pubblicazione del libro mise un lucchetto con le iniziali dei protagonisti sul ponte, per rendere più realistica la sua storia. Il libro  ebbe  un grande successo di vendite, superando il milione di copie in Italia, ed i giovani romani cominciarono ad imitare Step e Gin, la coppia letteraria, mettendo un’infinità di lucchetti sui lampioni del ponte. Il fenomeno cominciò ad estendersi rapidamente ad altri luoghi, superando le frontiere ed ora i lucchetti invadono i ponti di tutta Europa. Con questo curioso rituale arrivarono anche i problemi,  è nata infatti una battaglia tra chi vuole proibirli  perchè li considera un danneggiamento del patrimonio pubblico, e chi invece li permette perchè sono un richiamo turistico.

Effettivamente a Roma nel 2007  è caduto uno dei lampioni a causa del peso dei lucchetti. Le autorità decisero quindi di mettere colonne metalliche con catene lungo il ponte affinchè i giovani potessero continuare a mettere i  loro lucchetti e proseguire la tradizione senza danneggiare le strutture.

La cosa certa è che la zona del Ponte Milvio ha beneficiato di questa moda, incrementando la sua popolarità. La zona in sé offre attrazioni che meritano una visita, tu sia o non sia innamorato.  La terza domenica di ogni mese si tiene un mercatino di antichità lungo il Lungotevere Capoprati che va da Ponte Milvio a Ponte Duca D’Aosta, l’ideale per i collezionisti e per sentirsi autenticamente parte della vita italiana. Il quartiere è un miscuglio di edifici tradizionali e moderni che attirano un pubblico variato, dagli adolescenti ai trentenni sofisticati, oltre a  una minoranza di turisti. Di notte le strade si riempiono di musicisti, banchetti di bigiotteria, venditori di kebabs e, ovviamente, di lucchetti! Per un prezzo che va dai 2 ai 5 euro puoi lasciare il segno del tuo  amore sul ponte.

Indirizzo: Lungotevere Salvo D’Acquisto (lato sud) e Via Capoprati (lato nord)

Come arrivare: Ponte Milvio è fuori dal centro, per questo raccomando di consultare la web dei trasporti di Roma http://www.atac.roma.it/ dove si può indicare il punto di partenza, cosa  che le renderà chiaro l’itinerario da seguire.

 

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Se sei un romantico o ti piace approfittare di luoghi ancora non invasi dai turisti senza dubbio devi prenotare uno dei nostri appartamenti a Roma e conoscere il ponte Milvio.

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Roma per bambini

November 22, 2011 By: romeblogger Category: Roma

Roma è una città versatile, che giovani, vecchi e bambini possono godersi con la stessa intensità. Luoghi belli, divertenti e pieni di cultura sono una grande alternativa per quei genitori che vogliono rendere una passeggiata per questa città piena di storia un momento indimenticabile per i più piccoli.

roma bambini

Basta portarli davanti alla statua di Romolo e Remo e raccontare ai bambini la storia della fondazione della città e di come la lupa generosamente li nutrì come se fossero stati i suoi cuccioli. Dopo di questo i bambini avranno voglia di muoversi, e in tal caso non ci sarà niente di meglio dell’attrazione Viaggio nel Tempo per accontentarli. Questa è situata accanto al Colosseo, che potete visitare prima di intraprendere il viaggio nella storia in uno studio in 3D Rewind, dove assisterete alle lotte dei gladiatori e conoscerete come venne fondata e come si sviluppò Roma.

Al termine del percorso, tanto i genitori quanto i figli potranno vestirsi alla moda dell’antica Roma, e giocare per qualche momento ad essere imperatori, gladiatori, o altri personaggi, tornando con l’immaginazione a quando si era bambini in maniera giocosa e spensierata, e ritrovare l’incanto di essere genitori senza gli affanni e la fretta della vita quotidiana. Tutto questo è accessibile a 13,50 euro per gli adulti e 7,50 euro per i bambini.

Un altro luogo magnifico che viene incontro alle esigenze dei più piccoli è il Museo per Bambini, Explora. Tutto disegnato e progettato a misura di bambino, in modo tale che possano toccare, guardare, sperimentare con tutta libertà tutti i tipi di tecnologia, fino a costruire un’abitazione in puro stile ecologico. L’indirizzo di questa divertente esperienza è Via Flaminia 82, molto vicino al parco di Villa Borghese.

E’ importante sapere che in questa città piena di storia e cultura tutti i musei, monumenti e luoghi storici presentano biglietti a tariffa scontate per tutti i più piccoli.

Si sa, i bambini amano la pizza, i gelati, le cose dolci e semplici. La pizzeria Al Fontanone è un locale dove tutta la famiglia può gustarsi una deliziosa e italianissima pizza, giusto di fronte a Piazza Trilussa. E’ uno dei locali più classici di Roma, dove niente è fuori luogo, e tutto è possibile. La sua cucina è meravigliosa, ed è presidiato da camerieri che parlano diversi idiomi, cosa che azzera il problema della comunicazione con i più piccoli. A soli 25 euro a persona, potrete gustare quanto di meglio può offrire al cucina romana in questo locale tradizionale.

Per quanto riguarda i gelati, l’offerta è multipla, e sarà impossibile resistere ai loro colori e sapori. Il Bar Gelateria San Callisto, nella Piazza che porta lo stesso nome, è un locale da non perdere assolutamente. Questa gelateria si trova nel quartiere di Trastevere, e i suoi gusti più famosi sono il pistacchio e il gelato. Mentre i piccoli si gustano il gelato, che costa poco più di un euro, i genitori possono prendersi una birra a 6 euro. Un piano perfetto per condividere una vacanza in famiglia.

Se desiderate ampliare questo tour, ci sono altre quattro gelaterie che sono di qualità internazionale, e che raccomandiamo di visitare con i bambini: Blue Ice, a Piazza Santa Maria in Trastevere; Della Palma a Via della Maddalena; Fior di Luna a Via della Lungaretta; e infine Gelateria Beautiful a Via Tagliamento.

Per maggiori informazioni: http://www.mdbr.it/


 

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Come potete vedere, tutto è a portata di mano se venite con la vostra famiglia a passare qualche giorno in uno degli appartamenti a Roma Ricordatevi tutti i luoghi che vi sono stati consigliati, e renderete una passeggiata per questa città indimenticabile, per voi e per i vostri figli.

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Consigli per viaggiare in famiglia a Roma

November 21, 2011 By: romeblogger Category: Roma

Quando si viaggia in famiglia, bisogna cercare luoghi ed attività che piacciano a grandi e piccoli. Roma è una città che offre ogni tipo di divertimento, senza dover fare troppa strada per trovarlo, e in questo testo vi daremo qualche consiglio da tenere a mente nel vostro prossimo viaggio.

viaggiare in famigli a roma

I musei sono sempre una tappa obbligata in ogni visita, soprattutto se vi trovate a Roma. In ogni museo della capitale potrete trovare reperti fondamentali della civilizzazione occidentale, e vi assicuriamo che i vostri figli si divertiranno quanto voi.

Le rovine del Colosseo sono un’altra occasione di svago, e una volta lì potrete imparare e toccare con mano un pezzo di storia romana. Il Colosseo venne costruito come un anfiteatro nel I secolo, in onore alla Dinastia Flavia, e prese il suo attuale nome solo in seguito, quando vi venne eretta una statua detta il Colosso di Nerone, che oggi non esiste più. Queste ed altre storie vi verranno raccontate dalle guide, che vi intratterranno con i racconti della varietà di attività che venivano realizzate all’interno della struttura, e che Hollywood ha rievocato in maniera magistrale.

Una visita alle Catacombe rappresenta un altro viaggio nel tempo, per conoscere ed apprendere le migliaia di storie che girano attorno alla vita dei cristiani in quei luoghi. Ci sono tre luoghi che si possono visitare con una guida: la Cripta dei Cappuccini, le cui pareti sono decorate con ossa umane; la chiesa di San Clemente, con rovine che raggiungono i 17 metri di profondità; le catacombe di Domitilla o San Callisto.

Si può anche passeggiare in gruppo in bicicletta, lungo questa città ricca di storia e piena di scorci da non perdere. Per fare questo ci sono diversi servizi di affitto e tour guidati in bicicletta, come quello offerto da Bici Bacio, sia per adulti che per bambini.

Ma Roma è anche molto più di questo, e sicuramente i vostri figli adolescenti vorranno andare a fare shopping. La zona migliore è quella vicino a Fontana di Trevi, in Via delle Muratte e Via del Lavatore, dove potranno guardare le vetrine, piene di qualunque cosa riescano ad immaginare. Si può trovare di tutto: da un busto di marmo a un orologio di vetro di Murano, oltre a gioielli, vestiti e svariati regali. Tutto a buon prezzo.

Se volete orientarvi verso negozi più prestigiosi, potete portare la vostra famiglia nella zona delle grandi marche, vicino a Piazza di Spagna, in Via Fattina, Via Condotti o Via Borgogna, dove troverete Gucci, Dior, Emporio Armani, Bulgari, Luis Vuitton, Dolce & Gabbana e Cartier, oltre ad altri negozi di alta moda.

Vestiti di buona qualità e fattura per tutta la famiglia a prezzi modici, potete dirigervi verso Via Nazionale, una lunga strada con negozi di ogni tipo, dove potrete comprare anche qualche souvenir per i vostri amici.

Parlando di mangiare, non c’è niente di meglio di Da Fortunato Pantheon, un locale con sapori italiani e una lunga tradizione, che da oltre 50 anni è un punto di riferimento della gastronomia a Roma. Un locale con un’atmosfera familiare, ma pieno di stile e qualità.

Se cercate uno spazio diverso e degli alimenti più leggeri, potete mangiare da Madame Baguette o Quick, due ottimi fast food, con cibi diversi e di buona qualità, ottimi per lunghe giornate di passeggiate e camminate in famiglia per le strade di questa splendida città.

 

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Non c’è niente di meglio, se siete amanti degli scorci e dei panorami, di affittare uno degli appartamenti a Roma e di passeggiare insieme alla propria famiglia attraverso le migliaia di attrazioni che offre questa città.

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Musica nel Palazzo Doria Pamphili di Roma

November 18, 2011 By: romeblogger Category: Roma

Addentrarsi in questo importante palazzo romano e immergersi pienamente nella storia d’Italia. La famiglia aristocratica Doria Pamphilij o Pamphili (entrambi i modi di scriverlo sono accettati) è andata accumulando in questa nobile magione (che occupa un intero blocco del centro di Roma) delicati oggetti decorativi, mobili di tutti gli stili e incredibili opere d’arte dei migliori artisti degli ultimi secoli. Tutto questo per il piacere dei membri di questo nobile clan, che vivono (anche attualmente) tra queste prestigiose mura.

galleria <b>doria</b> pamphilj

Ma le necessità si fanno sentire e gli un tempo potentissimi Doria Pamphili si vedono oggi obbilgati ad aprire al pubblico parte della loro residenza per  raccimolare un pò di liquidità e contribuire al mantenimento di questo vetusto immobile. Così alcune delle più spettacolari sale del palazzo possono essere riservate per serate di gala, ricevimenti ed eventi di grande prestigio, ovviamente  previo pagamento. Ma chi non ha la possibilità di essere invitato a qualche soirée elegante può in ogni caso godere al meglio del Palazzo Doria Pamphili.

 

Per fare cosa? Vi propongo un piano multiplo per sfruttare al massimo il viaggio. Innanzitutto ci rifacciamo gli occhi con questa imponente costruzione barocca e  con le decine di spettacolari pitture alle pareti. Nonostante il quadro più famoso sia il Ritratto di Innocenzo X, dipinto dallo spagnolo Velazquez (quello che ossessionò tanto Francis Bacon, il quale  arrivò a realizzarne più di 40 versioni), il Palazzo Doria Pamphili è un piccolo museo, una  pinacoteca speciale con parte del meglio della produzione artistica degli ultimi secoli. Caravaggio ad  esempio è presente con la Maddalena piangente e con la Sacra Famiglia con l’angelo musicista. Ad accompagnare il pittore delle tenebre per eccellenza vi sono Raffaello Sanzio, Tiziano, Annibale Carracci e il francese Claud Lorrain.

Se il dono di questa visione fosse poco, la famiglia Doria, che in fatto di piacere dei sensi dev’essere esperta,  organizza un ciclo di concerti da camera tenuti dal gruppo Extravaganza Musica. L’obbiettivo è che i suoni e le le note delle viole, clavicembali e arpe antiche avvolgano il visitatore ricreando quell’atmosfera cortigiana, ludica ed oziosa in cui vivevano gli antichi abitanti del palazzo. Senz’ombra di dubbio il viaggiatore ha sempre più opportunità di rivivere i tempi andati, quando le ore trascorrevano lente e palcide (almeno per l’elite aristocratica) e questo è ciò che propongono gli eredi degli antichi Doria Pamphili: che il visitatore si senta come un privilegiato del passato.Questo è un programma che potrebbe soddisfare qualunque spirito raffinato che si rispetti. Entrare in questa enorme casa, percorrere le sue sale e gallerie piene di opere d’arte e sedersi per godere di un concerto da camera adesso è alla portata di un semplice clic. Le prenotazioni vanno fatte con largo anticipo, questo si. Vi metto qui l’indirizzo web http://www.doriapamphilj.it/musica.asp dove troverete tutte le informazioni pratiche e un video che vi lascierà a bocca aperta.

 

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Dimenticavo: prima di uscire riserva uno dei bei appartamenti a Roma il modo migliore per vistare con calma la Città Eterna.

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